XV CONFERENZA NAZIONALE DELL’ACCADEMIA ITALIANA DEL SEI SIGMA: UNA SINTESI DEI LAVORI


Nel corso dell’Inaugurazione dell’Anno Accademico 2018 e nell’ambito della XV Conferenza Nazionale sul Sei Sigma tenuta a Torino il 23 Marzo 2018, dal titolo “LA TRASFORMAZIONE CULTURALE DELLE COMPETENZE PER AFFRONTARE LA REALTÀ DI INDUSTRIA 4.0” una audience rappresentativa del mondo produttivo, del mondo accademico e anche di associazioni ed enti che si occupano di promuovere e supportare l’innovazione nel Paese, si è confrontata sul tema. Segue una sintesi dell’evento.

L’evento è stato realizzato in collaborazione con l’Unione Industriali Torino, Assoknowledge e AICQ Nazionale. Numerose le chiavi di lettura: organizzativa, formativa e culturale che hanno contraddistinto gli interventi. Dopo l’introduzione svolta da Riccardo Rosi, vice direttore Unione Industriali Torino, la parola è passata a Enrico Pisino Head Of Product Innovation – FCA Group che ha presentato “Mobilità sostenibile e Industria 4.0: sfide ed opportunità”, seguito poi da Guido Nierop, DFSS Deployment Manager – FCA Group che ha presentato un caso aziendale: “Applicazione del “Design For Six Sigma nello sviluppo del prodotto auto” e infine Roberto Mattio, direttore Risorse Umane e Organizzazione di Pininfarina S.p.A. che ha parlato del capitale umano nell’IoT. Dopo questi interventi, sono stati organizzati due tavoli di lavoro con la partecipazione attiva di tutti i presenti alla conferenza.

I due tavoli hanno lavorato in parallelo sui temi “Le nuove competenze per affrontare la sfida di Industria 4.0” e “La formazione essenziale per le nuove sfide di Industria4.0”.Nel pomeriggio poi, è stata organizzata la tavola rotonda dal titolo:“Confronto sul cambiamento paradigmatico dell’education nelle impreseper effetto del mutato scenario competitivo”.

Guido Ciatti di 5C Strategy che conduce il tavolo di lavoro insieme a Tommaso Luchetti di FCA Group e Emanuele Mendola dell’Università La Sapienza di Roma, pone una serie di domande seguite da una serie di interventi da parte dei partecipanti. Le nostre imprese dispongono di una forza lavoro per l’Industria 4.0? Ma come è possibile trasferire una cultura della conoscenza nell’organizzazione dell’impresa? Quali sono gli elementi di criticità che avete riscontrato o che pensate di dover affrontare all’interno della vostra azienda per affrontare in maniera vincente l’Industria 4.0? Quali sono le nuove competenze che le persone devono sviluppare per emergere e sopravvivere? Viene ribadita l’importanza fondamentale delle soft skill (autonomia, fiducia in se stessi, flessibilità/adattabilità, resistenza allo stress, capacità di pianificare ed organizzare, apprendere in maniera continuativa, conseguire obiettivi, essere intraprendente/spirito d’iniziativa, capacità comunicativa, problem solving, team work, leadership). Queste saranno indispensabili per affrontare il cambio organizzativo e culturale che si sta verificando nelle attività quotidiane dell’Impresa 4.0. In parallelo stiamo assistendo alla scomparsa di molti skill. “Più che la capacità di trovare risposte occorre quella di trovare le domande: un atteggiamento fondamentale della ricerca scientifica da calare nella struttura aziendale”. Anche qui, il punto dolente sembrano essere le competenze: “non basta essere digital natives per sapersi muovere nel mondo del lavoro”. Cosa devono fare le aziende per essere al passo coi tempi? Diversi gli interventi su questo tema: “In questo momento che possiamo ritenere di transizione tra i vecchi e i nuovi modelli organizzativi, è molto importante il fattore della comunicazione”. “Siamo di fronte a un cambio di paradigma: il gioco cambia, abbiamo forza lavoro? Tutti gli oggetti industriali avranno un’intelligenza che deve essere progettata e chi fa recruitment deve tener conto di questo tipo di competenze o deve capire se quella risorsa avrà le capacità per affrontare questo nuovo lavoro”. Da qui possiamo dedurre che i Paese più avanzati avranno un impatto negativo, inferiore rispetto a quelli dove il lavoro è di basso profilo e può essere facilmente sostituito dalle macchine. “Anche chi progetta deve avere sensibilità verso il cliente. Pensiamo ad esempio al mondo del turismo ma anche a chi progetta un’autovettura che in futuro, non verrà più acquistata ma utilizzata via car sharing nelle città del domani”. “Dimentichiamo le funzioni e le attività e pensiamo ai processi. Sono i processi a creare valore e a incidere sulla soddisfazione del cliente. Dobbiamo creare competenze effettive sui processi”. “Oppure pensiamo ad Ocado il supermercato on-line che non ha punti vendita. In questo contesto occorrono nuove figure professionali per capire il cliente che naviga su Internet. In un supermercato tradizionale è tipicamente il responsabile del punto vendita che pensa a come presentare il prodotto sullo scaffale. Adesso è tutto virtuale. Le funzioni organizzative sono cambiate. Quali competenze portare in azienda per affrontare questo cambiamento?” Quali sono le nuove competenze che le persone devono sviluppare per emergere e sopravvivere? “Le competenze devono essere considerate all’interno del contesto lavorativo, il piccolo artigiano non ha bisogno degli analytics, ciò che è importante e fa la differenza è la flessibilità”. Si è poi affrontato il tema della gestione delle diverse generazioni. Oggi nelle aziende coesistono generazioni degli anni ’50-’60 con nativi digitali che hanno introdotto una vera e propria rivoluzione culturale. Attraverso le nuove tecnologie il modo di interagire è cambiato. “Dobbiamo parlare di apprendimento più che di formazione. La via di uscita è trovare il dialogo tra le generazioni; è la squadra che porta il risultato indipendentemente dall’età. Le generazioni devono interagire, i giovani imparano dai più anziani ma anche i più anziani imparano le nuove tecnologie e i nuovi modi di comunicare dai più giovani. Innovazione, intelligenza emotiva, connettività, comunicazione sono tutti elementi per comunicare tra generazioni e team interculturali”.

“La cultura del Sei Sigma è la linfa dell’Industria 4.0. Sei Sigma tra le altre cose ci insegna che non si devono dare soluzioni ma prima si devono capire ed esplicitare i problemi”.

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